

Tre relatori di CEFA e FAES hanno condiviso esperienze e prospettive su identità educativa, accompagnamento degli studenti e innovazione nella formazione dei docenti.
Come si costruisce l’identità di una scuola?
Come si trasforma in una cultura condivisa, capace di orientare il lavoro quotidiano di dirigenti, insegnanti, studenti e famiglie?
Sono alcune delle domande al centro dell’XI European Meeting di EASSE (European Association of Single-Sex Education), che si è svolto il 16 e 17 ottobre presso le Scuole FAES di Milano, riunendo dirigenti scolastici, docenti ed esperti provenienti da diversi Paesi europei.
Il titolo dell’incontro, Building and Sharing Institutional Culture – costruire e condividere la cultura istituzionale – ha offerto l’occasione per riflettere sul valore dell’identità educativa e sulla sua capacità di dare coerenza e significato all’esperienza scolastica.
In questo contesto, la Fondazionie CEFA e FAES Milano, ospite dell’evento hanno avuto un ruolo di particolare rilievo, partecipando al programma con tre relatori: Giovanni Vicari, Francesco Cassiani e Sam Guinea, che hanno condiviso prospettive complementari su temi centrali per il futuro della scuola.

Un’identità educativa da costruire e condividere
Ad aprire il contributo delle due Fondazioni è stato Giovanni Vicari, direttore generale delle Scuole FAES di Milano e direttore generale CEFA di Roma, con l’intervento School identity and educational freedom: building a shared institutional culture.
Il suo contributo ha posto al centro il rapporto tra identità della scuola, libertà educativa e costruzione di una cultura istituzionale condivisa. L’identità, infatti, non è soltanto un insieme di principi dichiarati o una tradizione da custodire: è una realtà che prende forma nelle scelte educative, nelle relazioni, nello stile di insegnamento e nella collaborazione tra tutte le persone che partecipano alla vita scolastica.
Una scuola riconoscibile è una scuola capace di tradurre la propria visione educativa in pratiche concrete, rendendo coerenti i valori che la ispirano e l’esperienza quotidiana di chi la vive. Per farlo, è necessario che dirigenti e docenti condividano obiettivi, linguaggi e responsabilità, costruendo un progetto comune nel rispetto della libertà educativa delle famiglie.
La partecipazione di Vicari ha rappresentato così un’occasione per portare nel confronto europeo l’esperienza delle Scuole CEFA e FAES, accomunate dall’impegno a mettere la persona al centro dell’educazione e a promuovere una collaborazione autentica tra scuola e famiglia.

Educare alle relazioni: il percorso di Francesco Cassiani
La dimensione relazionale dell’educazione è stata approfondita da Francesco Cassiani, coordinatore delle attività di orientamento delle Scuole CEFA di Roma, nel workshop One hundred steps of relationship, a programme for students’ relational development.
Il programma, dedicato allo sviluppo delle competenze relazionali degli studenti, richiama una convinzione fondamentale: imparare a stare con gli altri, ascoltare, comunicare, riconoscere le emozioni e affrontare i conflitti non è un risultato automatico della crescita, ma un percorso educativo che può essere accompagnato e allenato.
La scuola è uno dei luoghi privilegiati in cui bambini e ragazzi imparano a costruire relazioni significative, a sviluppare il senso di responsabilità e a maturare una maggiore consapevolezza di sé e degli altri. Per questo, accanto all’apprendimento disciplinare, è importante offrire occasioni strutturate per esercitare le capacità che rendono possibile una convivenza positiva e una partecipazione responsabile alla comunità.
L’intervento di Cassiani ha portato l’attenzione su una dimensione essenziale della proposta educativa CEFA: accompagnare ogni studente nella sua crescita personale, valorizzando le relazioni come parte integrante della formazione.

Intelligenza artificiale e formazione dei docenti: la prospettiva di Sam Guinea
Il contributo delle Scuole FAES è stato affidato a Sam Guinea, preside della scuola FAES Argonne di Milano, con il workshop The use of AI in teacher training activities, dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di formazione degli insegnanti.
L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente il mondo dell’istruzione e pone nuove domande a chi è chiamato a progettare esperienze di apprendimento, accompagnare gli studenti e sostenere lo sviluppo professionale dei docenti. La sfida non consiste soltanto nell’imparare a utilizzare nuovi strumenti, ma nel comprenderne le opportunità e i limiti, integrandoli in modo consapevole all’interno di un progetto educativo.
La formazione degli insegnanti diventa quindi un ambito strategico: occorre sviluppare competenze digitali e metodologiche senza perdere di vista il valore insostituibile della relazione educativa, del giudizio professionale e dell’attenzione alla persona.
Il contributo di Guinea ha inserito l’esperienza FAES nel dibattito europeo su come innovare la scuola mantenendo saldi i suoi obiettivi fondamentali: educare, formare e accompagnare ogni studente nel proprio percorso di crescita.
Una comunità europea di scuole in dialogo
I tre interventi hanno affrontato aspetti diversi, ma profondamente connessi, della stessa responsabilità educativa: costruire un’identità condivisa, accompagnare la maturazione personale e relazionale degli studenti e preparare gli insegnanti alle nuove sfide della professione.
Il programma dell’XI European Meeting ha ampliato questo confronto attraverso sessioni plenarie e workshop dedicati, tra gli altri temi, all’educazione centrata sulla persona, all’alleanza tra genitori e scuola, alla comunicazione dell’identità istituzionale e alle metodologie partecipative.
L’incontro si inserisce nel percorso che EASSE porta avanti dal 2015 attraverso appuntamenti europei dedicati alla condivisione di esperienze, pratiche educative e riflessioni sulla formazione personalizzata.
Per le Fondazioni CEFA e FAES, ospitare l’iniziativa a Milano e contribuire ai lavori con tre relatori ha significato partecipare attivamente a una rete internazionale di confronto e collaborazione. Un’occasione per condividere il patrimonio di esperienze maturato nelle proprie scuole e, allo stesso tempo, raccogliere stimoli e prospettive utili a continuare a migliorare la qualità della proposta educativa.
Una cultura scolastica è davvero viva quando non si limita a essere dichiarata, ma viene condivisa, tradotta in scelte quotidiane e trasmessa attraverso le relazioni. È in questo dialogo tra identità, esperienza e innovazione che la scuola può continuare a rispondere alle sfide del presente, restando fedele alla propria missione educativa.
